Aprilia perde finanziamento per un nuovo asilo, FDI chiede spiegazioni

Aprilia perde il finanziamento per la costruzione di un asilo da 108 posti, il coordinare FDI Edoardo Baldo chiede chiarezza al commissario

“La saggezza popolare dovrebbe averci insegnato che il tempo è denaro, una massima che a quanto pare, il commissario straordinario del Comune di Aprilia non conosce, visto che negli ultimi giorni abbiamo perso un’altra importante occasione per la nostra città”.

Il coordinatore di Fratelli D’Italia Edoardo Baldo interviene in merito alla perdita da parte del Comune di Aprilia, di un finanziamento ottenuto dall’amministrazione comunale di centrodestra nel 2024, utile per realizzare un asilo da 108 posti in via Pergolesi.

I cittadini di Aprilia – prosegue Baldo- vedono sfumare l’opportunità di un nuovo e importante servizio per la comunità e a beneficio dei bambini, solo perché gli ingranaggi di una macchina amministrativa evidentemente non più ben oleata, non hanno funzionato a dovere. Il risultato è che il Comune di Aprilia ha perso la possibilità di utilizzare 2,5 milioni di euro per realizzare un asilo in via Pergolesi, dopo che a Maggio 2024 l’amministrazione aveva addirittura stipulato un accordo con la Regione Lazio che aveva accettato di cedere gratuitamente un terreno di sua proprietà all’ente di piazza Roma pur di offrire alla comunità questo servizio. La giunta, con la delibera numero 67 di giugno 2024, arrivò addirittura ad approvare l’atto di indirizzo per la progettazione della struttura finanziata interamente dal governo Meloni; si trattava in sostanza, di seguire soltanto il corretto completamento dell’iter.

Purtroppo dopo l’11 Luglio 2024, quando si è insediato il nuovo commissario, il tempo è trascorso ma il progetto non è stato presentato e l’opportunità di finanziamento è sfumata nel nulla. Una fotocopia, temiamo, di quanto presto potrebbe accadere con il fondo da 14 milioni di euro per la bonifica della ex discarica di Sant’Apollonia, che rischia di non vedere la luce proprio a causa dei mesi trascorsi senza azioni sostanziali.

Alla luce dei fatti viene spontaneo interrogarsi sulle motivazioni che porteranno Aprilia a dover rinunciare a questo importante servizio.

Consigliere Baldo

Dopo la delibera di indirizzo votata a Giugno 2024, il progetto esecutivo necessario per accedere al finanziamento è stato completato? Se gli uffici che avrebbero dovuto preoccuparsi della progettazione hanno ravvisato delle difficoltà operative, perché non è stata valutata anche la possibilità di affidare l’incarico ad un tecnico esterno, pur di non perdere 2 milioni e mezzo di finanziamento e le 257 mila euro necessarie per l’acquisto del terreno di via Pergolesi, che eravamo riusciti a risparmiare grazie all’accordo con la Regione Lazio?

Ricordiamo inoltre che contestualmente all’accordo per la concessione gratuita del terreno di via Pergolesi, il 23 Maggio 2024, la Regione Lazio accordò all’amministrazione comunale di Aprilia la possibilità di acquistare quota parte dell’immobile di via degli Oleandri – che ospitava l’ex ufficio regionale dell’agricoltura – al 50% del prezzo di mercato, ossia alla cifra di 150 mila euro. L’accordo fu ratificato con la determina n. g05739 del 16 Maggio 2024, in risposta alla richiesta presentata dal Comune di Aprilia il 3 Aprile 2024. Cosa è accaduto nel frattempo? L’iter è proseguito o si è interrotto, lasciando sfumare un’altra preziosa opportunità per la nostra città?

Non vogliamo accusare nessuno, ci interessa solo capire perché Aprilia dovrà perdere un altro servizio. Non ci interessa la polemica, quella la lasciamo a chi in maniera pretestuosa ormai è costretto a usare i social per veicolare ricostruzioni fantasiose, arrivando addirittura a omettere l’articolo di giornale puntuale e corredato da date, fatti e circostanze, perché è più importante accusare il centrodestra che non preoccuparsi dell’interesse della comunità. A noi interessano risposte, risposte circostanziate che chiederemo formalmente. I cittadini, già costretti a rinunciare a troppe opere, ora hanno il diritto di conoscere la verità”.

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